domenica 12 novembre 2017

Gruppo Bilderberg tutta la verita'




Nel 1954, gli uomini più potenti del mondo si incontrarono per la prima volta, sotto gli auspici della corona olandese e della famiglia Rockefeller, nel lussuoso Hotel Bilderberg nella cittadina di Oosterbeek. Per un intero fine settimana discussero del futuro del mondo.
Al termine, decisero di incontrarsi una volta all’anno per scambiarsi delle idee e analizzare gli affari internazionali. Si definirono “Gruppo Bilderberg”. Da allora, si sono riuniti annualmente in lussuosi hotel in varie parti del mondo per tentare di decidere il futuro dell’umanità. Tra i selezionati membri di questo club troviamo Bill Clinton, PaulWolfowitz, Henry Kissinger, David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski, Tony Blair e molti altri capi di governo, uomini d’affari, politici, banchieri e giornalisti di tutto il mondo.

In oltre cinquanta anni di loro convegni, tuttavia, non è stato mai consentito alla stampa di assistere, non sono state rilasciate dichiarazioni sulle conclusioni dei partecipanti, né è stata resa pubblica un’agenda di un convegno Bilderberg. I leader del “Gruppo Bilderberg” sostengono che questa discrezione è necessaria per permettere a quanti partecipano ai dibattiti di parlare liberamente, senza che le proprie dichiarazioni siano registrate o riportate pubblicamente. Altrimenti, affermano i membri del Bilderberg, sarebbero costretti a parlare nel linguaggio di un comunicato stampa. Senza dubbio, questa discrezione consente al “Gruppo Bilderberg” di deliberare più liberamente, ma in questo modo non si risponde alla domanda fondamentale: di che cosa parlano, in questi convegni, le persone più potenti del mondo?

Qualunque moderno sistema democratico protegge il diritto alla privacy, ma il pubblico non ha forse il diritto di sapere di che cosa parlano i loro leader politici quando incontrano i più ricchi leader del mondo degli affari delle loro rispettive nazioni? Quali garanzie hanno i cittadini che il “Gruppo Bilderberg” non sia semplicemente un centro che influenza il commercio ed esercita pressioni, dal momento che ad essi non è permesso sapere di che cosa parlano i loro rappresentanti alle adunanze segrete del Gruppo? 

Perché i DavosWorld Economic Forums e gli incontri del G8 sono oggetto di discussione su tutti i giornali, con ampi servizi in prima pagina e la presenza di migliaia di giornalisti, mentre non c’è alcuna copertura mediatica per gli incontri del “Gruppo Bilderberg”? Questo blackout esiste nonostante il fatto che (o perché?) siano annualmente frequentati da presidenti del “Fondo Monetario Internazionale”, della Banca Mondiale e della “Federal Riserve”; da presidenti delle 100 più potenti corporations del mondo come “Daimler Chrysler”, “Coca Cola”, “British Petroleum” (BP), “Chase Manhattan Bank”, “American Express”, “Goldman Sachs” e “Microsoft”; da Vicepresidenti degli Stati Uniti, da direttori della CIA e dell’FBI, da Segretari Generali della NATO, da senatori americani e membri del Congresso, da Primi Ministri europei, da capi dei partiti di opposizione e dai maggiori editori e direttori dei principali giornali del mondo.

È certamente curioso che nessuno dei più importanti mezzi di informazione ritenga che faccia notizia una riunione di tali personaggi, la cui ricchezza eccede di gran lunga il totale della ricchezza di tutti i cittadini degli Stati Uniti, quando un viaggio di uno di loro, da solo, conquista i titoli di testa in televisione. Questo è l’enigma su cui ho riflettuto. Quindici anni fa, esso mi ha spronato a compiere un viaggio investigativo, che è diventato l’opera della mia vita. Lentamente, ho dissolto, uno per uno, gli strati di segretezza che circondano il “Gruppo Bilderberg”, ma non avrei potuto farlo senza l’aiuto di “obiettori di coscienza” sia interni che esterni all’insieme dei membri del Gruppo. Ad essi, manifesto la mia più profonda gratitudine, perché la loro impagabile intelligenza ha reso possibile questo libro. È dunque comprensibile che, per proteggerli, io non citi questi veri eroi per nome, ma li ringrazio per avermi aiutato a scoprire che cosa si diceva dietro le porte chiuse dei sontuosi hotel, in cui i soci del Bilderberg tengono i loro annuali incontri.
Prima di entrare nel regno di questo club esclusivo, è importante riconoscere che né le persone né le organizzazioni sono assolutamente “cattive”, così come nessuno è assolutamente “buono”. Nel mondo ci sono potenti mossi da alti ideali, principi e convinzioni, e potenti come quelli del club segreto manipolatore e dei suoi derivati. 

Gli sforzi dei membri originari per migliorare il nostro mondo erano basati su un’autocrazia “father-knows-best”∗ analoga al modello paternalistico di cristianità tipico della Chiesa Cattolica Romana. Inizialmente, il loro intento era nobile. Purtroppo, sembra che il “Gruppo Bilderberg”, crescendo, sia andato oltre i propri idealistici propositi fino a diventare un governo ombra mondiale, che decide in totale segreto, in incontri annuali, come saranno realizzati i suoi piani. Minaccia di sottrarci i nostri diritti per dirigere i nostri destini. 

Ciò sta diventando più facile, perché lo sviluppo della tecnologia della telecomunicazione, assorbita con il profondo, istantaneo impatto di Internet, e i nuovi metodi di ingegneria comportamentale per manipolare la condotta individuale possono trasformare quelle che, in altre epoche storiche, erano soltanto cattive intenzioni in una scomoda realtà. Ogni nuova misura, presa isolatamente, può sembrare soltanto una superficiale aberrazione, ma il complesso dei cambiamenti, considerato nel suo insieme, come parte di uno sviluppo continuo, costituisce un movimento verso l’asservimento totale. Per questo è giunto il momento di guardare dietro le quinte. Siamo a un bivio e le strade che imboccheremo, da adesso in poi, determineranno il futuro stesso dell’umanità.
Dobbiamo essere consapevoli dei veri obiettivi e delle azioni del “Gruppo Bilderberg” e di altri gruppi simili, se vogliamo sperare di conservare la libertà per la quale i nostri nonni combatterono nella Seconda guerra mondiale. Non spetta a Dio farci uscire dalla “nuova età oscura” pianificata per noi. Spetta a noi! 

Se da questo secolo verremo fuori come stato di polizia elettronico globale o come esseri umani liberi, dipenderà dalle azioni che faremo ora. Se non conosciamo in profondità il contesto, non troveremo mai le risposte giuste.La vera storia del “Gruppo Bilderberg” cerca appunto di fornirle.


LA FONDAZIONE DEL BILDERBERG


Immaginate un club privato – composto da Presidenti, Primi Ministri, banchieri internazionali e loro collaboratori vari, con eleganti chaperons che si assicurano che tutti stiano comodi – all’interno del quale tutta questa gente discute di guerre, di mercati e dei destini dell’Europa, dicendo in privato ciò che in pubblico non si sognerebbe mai di affermare. Ecco, questo è il “Bilderberg Group”, ed è l’organizzazione più segreta del mondo. La ragione per la quale nessuno vuole spezzare il giuramento di segretezza sul gruppo, è stata rivelata al mondo dal giornalista francese Thierry de Segonzac: 
«Il Bilderberg è troppo potente e onnipresente, quindi i suoi membri non vogliono esporsi».
La segretezza sul Bilderberg ha attirato l’attenzione di scrittori come Robert Ludlum e Gayle Lynds. 

I loro libri sono basati sui pochi fatti resi pubblici riguardanti il Gruppo. Questi romanzi dimostrano che ogni cambiamento di regime politico – da qualunque necessità sia stato dettato: opporsi a riforme sociali, oppure sostenere il grande capitale – avviene, ovunque nel mondo, quando questo gruppo elitario decide di voler occupare i posti di potere e gestire meglio i propri interessi.
Il principe dei Paesi Bassi, Bernhard, ha sostenuto che diverse disgrazie economiche, come la Grande Depressione, sarebbero state evitate, se i leader più influenti avessero potuto gestire gli eventi mondiali in privato, andando oltre le posizioni pubbliche che erano obbligati a mantenere. Per questo motivo, nel 1954 propose di organizzare il primo meeting, in cui si sarebbero incontrate le menti più rappresentative del mondo economico, politico, industriale e militare. 

La riunione fu tenuta all’Hotel Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda, tra il 29 e il 31 maggio dello stesso anno. Alla fine di quell’incontro, i partecipanti decisero di dar vita a una società segreta.
Molti reporter pensano che i membri originari decisero di chiamare la loro società “Bilderberg Group” in onore dell’albergo in cui si riunirono la prima volta. Lo scrittore Gyeorgos C. Hatton, invece, ha scoperto che il principe Bernhard, nato in Germania, agli inizi degli anni ’30 era un ufficiale delle Reiter-SS e faceva parte dello staff di un ufficiale, Farben Bilder. 

Nel suo libro Violenza sulla Costituzione. Morte della Libertà, Hatton avanza l’ipotesi che il principe Bernhard si sia ispirato alla sua esperienza all’interno del Nazismo, incoraggiando gli altri membri a scegliere, per il loro “gruppo politico super-segreto”, il nome di “Bilderberg Group”, in omaggio all’iniziativa di Bilder di costituire
il “Circolo degli Amici” di Heinrich Himmler. Si trattava di un gruppo che radunava un’élite molto facoltosa, che ricompensava Himmler per la sua protezione durante il regime nazionalsocialista, nei primi anni dell’ascesa di Hitler al potere. La famiglia reale olandese ha discretamente fatto perdere le tracce di questa parte del passato del principe Bernhard, una volta che questi, finita la guerra, era diventato un alto ufficiale del “Royal Dutch Shell”, un reparto misto olandese-britannico.

Attualmente, la ricchissima compagnia petrolifera europea “Dutch Shell” fa parte del circolo ristretto del Bilderberg. Durante la prima riunione, i membri fondatori del Bilderberg stabilirono la loro missione e i loro obiettivi. Citando un osservatore, li hanno mantenuti uguali, nel corso di tutti questi anni: «L’intento recondito, della prima e di tutte le riunioni del Bilderberg, è sempre stato quello di creare una “comunità di intenti” tra Europa e Stati Uniti, stipulando accordi strategici, politici ed economici, per governare insieme il mondo. La NATO era lo strumento ideale per agire, o reagire, in quanto forniva loro la possibilità di realizzare i loro piani di “guerra permanente” e le loro politiche di “ricatto nucleare”» .

Vi illustrerò questi piani ampiamente, così come solleverò il velo di segretezza sulle vere intenzioni del Bilderberg, che apparvero chiaramente all’allora Presidente francese, il generale Charles de Gaulle.
Nella sua rubrica “Les documents, politiques, diplomatiques et financiers”, dell’ottobre 1967, il giornalista politologo Roger Mennevée analizzava i rapporti tra il Bilderberg e de Gaulle; iniziava l’articolo con una rivelazione sorprendente, affermando che «tutte le personalità francesi che si erano legate al “Bilderberg Group”, come Georges Pompidou, Antoine Pinay e Guy Mollet, erano forti oppositrici della politica nucleare di Charles de Gaulle», conosciuta come “force de frappe”.

Pompidou era il Primo Ministro, mentre Pinay e Mollet erano ministri del governo francese. Come mai questa alleanza? Perché uno degli obiettivi principali del Gruppo era sottomettere la sovranità delle nazionieuropee “libere” al controllo anglo-americano, finalizzato al progetto del Bilderberg del “governo unico mondiale”, attraverso la minaccia nucleare, come arma da usare contro la parte del mondo che si sarebbe opposta. Per controllare l’Europa, era fondamentale eliminare il potenziale atomico della Francia, che rappresentava un deterrente vitale contro la minaccia sovietica. Il biografo del generale de Gaulle, Jean Lacouture, scrisse che «de Gaulle voleva stabilire in Europa una solida posizione di forza, in grado di opporsi al progetto britannico di creare una zona di libero mercato, finalizzata alla creazione di un “nuovo ordine imperiale mondiale”. Questa fu la ragione per la quale la Francia divenne uno dei tre pilastri del “mondo libero”, in opposizione alla colonna britannica del “tempio europeo”» .

Se analizziamo i punti del programma del Bilderberg nel 1954, appare chiaro l’intento di armonizzare le ideologie delle élite europee e statunitensi, allo scopo di dominare il mondo insieme. Per esempio,
a pagina 7 del “General Report” della Conferenza del Bilderberg del 1955, c’è scritto: «Rimuovere le possibile cause di malintesi e tensioni, tra i Paesi europei e gli Stati Uniti, per affrontare i pericoli che minacciano il mondo» . Apartire dal 1954, il Bilderberg ha rappresentato l’élite politica ed economica delle nazioni occidentali: speculatori finanziari, capi di multinazionali, industriali, Presidenti, Primi Ministri, Ministri Economici, Segretari di Stato, rappresentanti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, presidenti dhi olding dell’informazione e capi militari. Nel settembre del 2005, con una mossa atta a prevenire le accuse di cospirazione contro il “Bilderberg Group”, il suo
Presidente, il settantatreenne visconte Etienne Davignon, ha rilasciato un’intervista al giornalista della BBC, Bill Hayton. In essa, dava un’apparenza benevola ai propositi dei meeting privati del Gruppo: 

«Penso che si tratti semplicemente di persone influenti, che vogliono parlare tra loro liberamente, per esaminare le differenze di opinione, senza critiche
o pubblici dibattiti sulle loro idee». Davignon negava che il Bilderberg volesse costituire un gruppo che dettasse le regole del governo globale, «perché non credo che esista un gruppo che detti tali regole»; invece sosteneva che «esiste una società con influenza economica e una società con influenze politiche: è una questione di senso logico. Non è vero che gli affari contrastano i diritti dei leader politici democraticamente eletti per governare». Si sono sempre combattute le guerre per espandere il proprio territorio, ma adesso, nell’era della globalizzazione, in cui affari e politica dipendono gli uni dall’altra per sopravvivere, il controllo dell’economia diventa fondamentale. 
Al di là di quanto dichiarato dal presidente del Gruppo, non c’è dubbio che il Bilderberg cerchi di esercitare il controllo economico sul mercato mondiale. I fatti sono sotto gli occhi di tutti: il pubblico non è ammesso ad assistere alle sue conferenze; i suoi membri si incontrano in segreto per discutere le strategie globali e trovare un accordo su una vasta scala di interventi.

Tanta segretezza è sospetta, e il mio obiettivo è svelare i segreti del Bilderberg e dimostrare come questo gruppo privato di leader mondiali e di servizi segreti che collaborano insieme stia cercando di soggiogare tutte le “nazioni libere” al suo volere, attraverso strutture internazionali manipolate e il controllo delle Nazioni Unite.
I membri del Bilderberg gestiscono le banche centrali, così si trovano nella posizione di poter stabilire i tassi d’interesse, i livelli di emissione della moneta, il costo del denaro e quello dell’oro, 
e la quantità di prestiti da erogare a un determinato Paese. Manipolando l’emissione del denaro e gestendo la rete degli affari mondiali, creano per il loro interesse guadagni di diversi miliardi di dollari. 

Sono guidati solo dalla volontà di accaparrarsi denaro e potere. Ogni Presidente degli Stati Uniti, a partire da “Ike” Eisenhower, ha fatto parte del “Bilderberg Group”; magari non tutti hanno presenziato personalmente, ma tutti hanno inviato almeno dei loro rappresentanti. Altri suoi membri eccellenti sono l’ex Primo Ministro britannico Tony Blair e buona parte dei membri del Governo britannico. Anche l’ex Primo Ministro canadese, Pierre Trudeau, ne faceva parte. Altri partecipanti famosi sono stati l’ex presidente della “Federal Reserve” Alan Greenspan, Hillary e Bill Clinton, John Kerry, Melinda e Bill Gates e Richard Perle 5. Alcuni dei suoi membri – magnati dell’editoria come David Rockefeller, Conrad Black (l’ormai caduto in disgrazia ex proprietario di oltre 440 mezzi d’informazione in giro per il mondo, da The Jerusalm Post al quotidiano canadeseThe National Post), Edgar Bronfman, Rupert Murdoch e Sumner Redstone, il direttore esecutivo della Viacom, una multinazionale dell’informazione che copre virtualmente ogni segmento del mercato mondiale – controllano quello che vediamo e che leggiamo. 

Questi signori hanno fatto sì che il loro gruppo rimanesse segreto, ecco perché forse è la prima volta che sentite il nome “Bilderberg Group”. Qualunque sia il campo che volete analizzare – politica, grandi affari o ogni tipo di istituzione che gestisce un qualche potere – il segreto del successo è la segretezza. Se ci fate caso, le riunioni della “Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico” (OCSE), del G8, della “Organizzazione Mondiale per il Commercio” (WTO), del “Forum Mondiale dell’Economia”, delle Banche Centrali, del Consiglio dei Ministri della Comunità Europea, e i summit dell’Unione Europea, nonché le riunioni dei vari governi, quelle delle élite culturali ed economiche ecc., si svolgono sempre in segreto.

L’unica ragione possibile è che non vogliono che veniamo a sapere di cosa discutono tra di loro. La scusa preferita per mantenere tutto segreto – “non sono cose di pubblico interesse“ – in realtà significa che non è nell’interesse delle istituzioni che gestiscono il potere far sapere alla gente di cosa stanno discutendo e cosa stanno decidendo.
Dietro la normale riluttanza a rivelare i procedimenti con cui si svolgono le riunioni, in realtà la segretezza finisce per riguardare tutti gli aspetti dei meeting; infatti non sappiamo di cosa discutono e cosa decidono, nelle varie riunioni che si tengono ciclicamente . «C’è il “Forum mondiale dell’economia” a Davos in gennaio-febbraio, ci sono i meeting del Bilderberg e del G8 in aprile-maggio e la conferenza annuale del FMI/Banca Mondiale a settembre. Si forma una sorta di opinione
internazionale, che passa da una conferenza all’altra. 

Ma in realtà nessuno la controlla. Questo consenso diventa il terreno per le scelte economiche del G8; diventa quello che dà forza al FMI, quando impone un programma di ammodernamento in Argentina, e diventa quello che il Presidente degli Stati Uniti propone al Congresso» .
Citando il documento pubblicato dal Bilderberg nel 1989, il primo incontro tra i suoi membri «era scaturito dalla preoccupazione, espressa da importanti cittadini, da entrambi i lati dell’Atlantico, sia nell’Europa Occidentale che negli Stati Uniti, riguardo al fatto che non stavano lavorando abbastanza congiuntamente, come invece avrebbero dovuto, su questioni della massima importanza. Così si decise di tenere incontri riservati per creare una maggiore armonizzazione tra le forze e le tendenze operanti nelle nazioni occidentali, nel difficile periodo post-bellico».

Lord Rotschild e Laurence Rockefeller, figure chiave di due delle famiglie più potenti del mondo, scelsero personalmente 100 persone tra l’élite mondiale, con lo scopo segreto di unificare l’Europa. Citando Giovanni Agnelli, il capo della FIAT deceduto, «l’integrazione europea è il nostro obiettivo e, dove i politici hanno fallito, speriamo di avere successo noi industriali». «Non si fa politica, qua; si parla solamente: a volte di cose banali, altre di luoghi comuni», disseWill Hutton, l’editore londinese di The Observer, che partecipò al meeting del Bilderberg del 1997. «Ma l’accordo che viene raggiunto forma il retroterra delle politiche mondiali» . 

Citando il fondatore, il principe Bernhard di Olanda, come è riportato nella sua biografia autorizzata di Alden Hatch, ogni partecipante al Bilderberg «abbandona come per magia i suoi incarichi» prima di prendere parte al meeting, diventando «un semplice cittadino del suo Paese per la durata della conferenza». Il principe Bernhard, morto nel 2004, era il padre della regina Beatrice, sovrana dei Paesi Bassi, e ottimo amico e socio del Principe della Gran Bretagna, Philip. «Quando i rappresentanti dell’establishment dei Paesi occidentali lasciano un meeting del Bilderberg», disse, «portano l’opinione del Gruppo con loro. I dibattiti di alto livello all’interno del Bilderberg hanno lo scopo di appianare le divergenze e hanno sicuramente una grossa influenza sui partecipanti».

In realtà, dal momento in cui si conclude una Conferenza del Bilderberg, quello che sembra succedere – “quasi casualmente” – è che l’accordo raggiunto nelle varie aree d’interesse coinvolte nelle discussione del meeting viene pesantemente promosso, dalle stesse personalità economiche e politiche che vi hanno partecipato, attraverso i maggiori organi di informazione, e si traduce contemporaneamente nelle politiche comuni delle varie istituzioni di governo internazionale.

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Dall' album facebook del gruppo Bilderberg


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